La storia della strage di Villisca, il massacro avvenuto in Iowa nel 1912: la famiglia Moore, le sorelle Stillinger, l’ascia trovata in casa e un caso mai risolto.
La strage di Villisca è uno dei casi irrisolti più inquietanti della cronaca americana del Novecento. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno 1912, in una piccola casa di Villisca, nello Iowa, otto persone furono uccise mentre dormivano. Le vittime erano i coniugi Josiah e Sarah Moore, i loro quattro figli Herman, Mary, Arthur e Paul, e due bambine ospiti della famiglia, le sorelle Ina e Lena Stillinger.
La sera precedente, la famiglia Moore e le due sorelle avevano partecipato a un programma religioso per bambini nella chiesa presbiteriana del paese. Dopo la funzione, rientrarono a casa. Sembrava la fine ordinaria di una giornata di comunità, ma poche ore dopo quella stessa abitazione sarebbe diventata la scena di un massacro.

Strage di Villisca: la scoperta nella casa dei Moore
La mattina seguente, una vicina si insospettì perché la famiglia non era uscita per le normali attività quotidiane. Dopo alcuni tentativi senza risposta, venne chiamato un parente di Josiah Moore, che entrò nell’abitazione. Nel piano inferiore furono trovate le due sorelle Stillinger. Poco dopo, la ricerca nella casa rivelò l’intera tragedia: tutti gli otto presenti erano stati uccisi.
L’arma, secondo le ricostruzioni, era un’ascia appartenente a Josiah Moore, ritrovata nella stanza degli ospiti. I medici collocarono il momento del massacro tra la mezzanotte e le cinque del mattino. Gli investigatori ritennero che quasi tutte le vittime fossero state colpite nel sonno; per Lena Stillinger, invece, venne ipotizzato un tentativo di reazione, anche per la presenza di una ferita difensiva.
Sospetti, processi e un mistero mai chiuso
Il caso sconvolse Villisca e attirò l’attenzione di tutta l’America. Nel tempo emersero diversi sospetti, tra cui il reverendo George Kelly, presente in città per le attività religiose del giorno precedente. Kelly fu processato due volte: il primo processo si concluse senza verdetto, il secondo con un’assoluzione.
Furono fatti anche altri nomi, ma nessuna pista portò a una condanna definitiva. La scena del crimine, inoltre, venne contaminata molto presto dall’ingresso di curiosi e abitanti del paese, un elemento che rese ancora più difficile preservare prove utili.
Ancora oggi, la strage di Villisca resta un caso senza colpevole: otto vite spezzate, sei bambini uccisi e una casa diventata simbolo di un mistero mai risolto.